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Spoleto (Perugia, Umbria) - 3 Marzo 2017

Spoleto Arte: intervista all’artista Nicoletta Alvisini

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di uffstampami

1) Ci racconta la sua formazione e gli esordi nel mondo dell’Arte? Nella mia casa paterna c’era una stanza molto grande le cui pareti erano affrescate con degli aironi blu, che aveva dipinto un mio antenato sacerdote. Mi ricordo che passavo ore accovacciata a terra ad osservare incantata quegli aironi dalle zampe lunghissime, cercando di riprodurli e questo è stato il mio primo “input” che mi ha fatto avvicinare alle matite ed ai colori. Mia madre, vedendo il mio amore per l’arte, ha creduto molto in me. Fu lei a darmi i soldi per organizzare la mia prima mostra nel 1968. Ho esposto in numerose mostre, spaziando dal Nord al Sud Italia, ricevendo vari riconoscimenti. Per tanti anni ho insegnato alle elementari, con passione. Il mio intento è stato quello di far emergere attraverso discipline varie, le potenzialità dei miei allievi. C’è stato un periodo in cui ho dovuto smettere di dipingere a causa di problemi di salute. Dipingevo saltuariamente ma senza esporre e grazie a Salvo Nugnes sono tornata a fare mostre. 2) Quale tecnica utilizza in prevalenza e perché? Utilizzo acquerelli, olio su tela, acrilici e mi piace anche rapportarmi con materie diverse dai colori. Amo spaziare nel figurativo, con soggetti che passano da paesaggi, a fiori, a nature morte. Mi è sempre piaciuto dipingere anche temi di attualità, cercando di far trapelare dalle tele il mio stato d’animo. 3) Che cos’è l’arte per lei? È cogliere l’anima delle cose. L’atmosfera che c’è nel mio studio quando dipingo, è di grande serenità: è qui che riesco a godere di momenti bellissimi, rappresentando su tela l’emozione del momento, in assoluta semplicità e sensibilità. Partecipare ad una mostra è un’esperienza che mi permette di “respirare” tanta energia positiva, in un clima di socializzazione reciproca. 4) Qual è la prossima mostra che ha in programma? Ne ho una a Palermo. Per il prossimo anno sto pensando di realizzare una personale a Terni. Poi ne vorrei fare una a Rieti, che è la mia città. 5) C’è un quadro che ama particolarmente? A cui è particolarmente legata? A casa ho un quadro a cui sono molto legata. Si intitola L’ultimo inchino (nulla è per sempre) e rappresenta una ballerina che fa il suo ultimo inchino sul palcoscenico: ha i capelli sciolti, tiene le scarpette appese sulla spalla e accanto a lei ci sono due colombe bianche, che ogni tanto ricorrono nei miei dipinti. Il quadro, come è specificato nel titolo, ci ricorda che nulla può essere per sempre. 6) Il Prof. Sgarbi festeggerà il compleanno a Venezia l’8 maggio, in concomitanza con la Biennale d’arte. Sarà a Venezia per l’inaugurazione della Pro Biennale, esporrà in loco? Penso di sì, sicuramente. Sarà un’occasione per festeggiare il compleanno del prof. Sgarbi, persona che ammiro e stimo.