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Genova (Liguria) - 9 Ottobre 2017

Racconti della notte Un Paese Normale

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di robyjo

Un paese normale non può tollerare la presenza della mafia, infiltrata con la politica e il governo. L’impegno antimafia è scomparso dall’elenco delle priorità nazionale, e anche ambienti un tempo in prima fila, sembrano appagati dai successi giudiziari, dalla cattura di latitanti eccellenti e dalla diminuzione di omicidi (?) e delle stragi. È un errore grave, che non promette niente di buono. L’isolamento della mafia si realizza proprio nel quotidiano, quando riprendono gli ammiccamenti tra esponenti mafiosi e potere politico e si ripristinano alleanze appena scalfite da indagini giudiziarie e relazioni della società civile. Silenzio, allontanamento, disattenzione sono messaggi funzionali al rafforzamento del potere mafioso. I segnali necessari sono facilmente individuabili: un Parlamento meno distratto e corporativo, un governo attento ai problemi organizzativi, e una magistratura capace di giudizi liberi, decisi, all’altezza delle situazioni. Un paese normale non può ignorare il fallimento nel settore della droga, delle strategie d’intervento seguite in questi ultimi anni. I fenomeni sociali, e tra questi il consumo di stupefacenti, devono essere governati e non esorcizzati con leggi manifesto. L’uso di droghe è un arcipelago complesso e diverso, in continuo divenire, che richiede interventi articolati e duttili. La diversità riguarda le sostanze, la cui normativa è fonte di gravi distorsioni. Un paese normale non può illudersi di raggiungere standard accettabili di sicurezza esclusivamente con politiche di ordine pubblico e interventi repressivi. L’insicurezza è la conseguenza di uno sviluppo urbano caotico e distorto, e costituisce problema irrisolto in ogni parte del mondo. Nessuno possiede la bacchetta magica, ma ciò non giustifica né inerzie né appiattimenti sull’esistente. Ne va della qualità della nostra vita, della democrazia, e della nostra Libertà.