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Motta San Giovanni (Reggio Calabria) - 9 Ottobre 2017

Motta Sg. Torrente oliveto una minaccia per la popolazione

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di vincenzo

Motta SG. Torrente Oliveto, certificati condizioni di pericolo per l’incolumità generale. Dalla relazione di consulenza tecnica d’ufficio, redatta dal collegio peritale nominato dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, nell’ambito del procedimento penale 2857/13 RGNR a seguito di accoglimento dell’opposizione all’archiviazione presentata dalla scrivente associazione al Giudice per le Indagini preliminari del Tribunale di Reggio Calabria, sono stati certificati condizioni di pericolo per l’incolumità generale minacciati dal torrente Oliveto, ed indicati possibili interventi da eseguire per la messa in sicurezza dei luoghi. In poche parole sono stati certificati tutti i pericoli ripetutamente e insistentemente evidenziati nel corso degli anni dallo scrivente. Invero, la presenza di una fitta rete di vegetazione, in particolare nel tratto a monte del depuratore può contribuire ad ostruire il ponte della Ss 106, la presenza di varchi aperti nel tratto in sinistra idraulica a valle del ponte della SS 106 costituiscono vie di deflusso delle acque e comportano rischi per infrastrutture ed abitazioni presenti. In corrispondenza del ponte della Ss 106 la sezione di deflusso subisce una riduzione che incrementa il rischio di ostruzione, in particolare in presenza di una piena con elevato contenuto di sedimenti e detriti di vario genere. Il nuovo depuratore è stato realizzato in area perimetrata R4 secondo il PAI (dove esiste possibilità di perdita di vite umane). A causa della ristretta/sezione idraulica vincolata, l’alveo fluvio-torrentizio ha recentemente subito un innalzamento significativo e tale da aumentare il rischio di ostruzione in corrispondenza dei ponti, in particolare di quello stradale. Alcuni possibili interventi da effettuare per la messa in sicurezza dei luoghi sono: risagomatura d’alveo, pulizia, innalzamento argini, inserimento di casse di espansione o aree allagabili a monte.. In base ai calcoli preliminari si evince come la pulizia e la ri-sagomatura del fondo alveo ed un eventuale innalzamento degli argini potrebbero non essere sufficienti ad eliminare completamente la probabilità di esondazione lungo tutto il tratto esaminato in corrispondenza di eventi piovosi estremi. L’invaso di Scillupia, situato a monte dell’abitato di Motta SG mostra alcune lesioni del conglomerato bituminoso sul coronamento dell’opera di sbarramento, a questo si aggiungono evidenti indizi di fenomeni franosi attivi, ben riconoscibili in sinistra idrografica dell’invaso e che, oltre ad incombere sul bacino artificiale , incombono sul canale di derivazione posto a valle dell’invaso Scillupia e che porta all’invaso Vena. Queste situazioni di processi deformativi in atto, sia dell’opera di sbarramento sia del versante posto in sinistra idrografica potrebbero portare a lesioni significative dell’opera nonché a sbarramenti (temporanei o permanenti) per frana del corso d’acqua a valle dell’invaso. Nel caso dell’invaso Vena, sempre a monte dell’abitato principale si è accertato l’esecuzione di lavori di impermeabilizzazione del fondo dell’invaso; tuttavia, l’opera di sbarramento dell’invaso presenta alcune significative lesioni del manto stradale, indizio di deformazioni in atto dell’opera, ma di cui non è possibile valutare l’entità. Inoltre, a valle dell’invaso, lungo l’alveo, è stata osservata la presenza di numerosi massi, locali attraversamenti e folta vegetazione che costituiscono elemento di ostruzione al normale deflusso delle acque, con significative ricadute in termini di possibili esondazioni nel caso di portate di piena in concomitanza di precipitazioni intense. A valle dell’abitato di Motta San Giovanni, in corrispondenza di quota 350m slm del letto del T. Oliveto, è osservabile un esteso deposito di frana costituito da numerosi blocchi di roccia di notevoli dimensioni, sia lungo il versante che in alveo; questi blocchi possono essere presi in carico dalle acque di deflusso durante eventi di piena e contribuire ad un incremento considerevole della portata solida e totale. Identica situazione, seppure di estensione minore, si riscontra a quota circa 120 m slm, sempre lungo l’alveo del T. Oliveto, con analoghe possibili conseguenze di incremento di portata solida. Verso la foce, a monte del depuratore, è osservabile la presenza di una folta vegetazione arbustiva e arborea in alveo, insieme con abbondanti massi e blocchi di dimensioni nell’ordine del m³. Questo comporta, ancora una volta, in caso di eventi di piena, la possibile presa in carico da parte delle acque e l’incremento significativo della portata solida e il conseguente aumento della portata totale. Questa la sintesi di quanto certificato. Vincenzo CREA Referente unico dell’A.N.CA.DI.C e Responsabile del Comitato spontaneo “Torrente Oliveto”