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Amelia (Terni, Umbria) - 18 Novembre 2017

Luciano Ventrone : Oltre Il Visibile Nelle Nature Morte

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di VittorioCobraDue

DI SILVANA LAZZARINO E A CURA DI VITTORIO BERTOLACCINI DETTO COBRA DUE OLTRE IL VISIBILE NELLE NATURE MORTE DI LUCIANO VENTRONE IN DIALOGO CON IL PASSATO IN MOSTRA AL MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO DI AMELIA Lo sguardo oltre la realtà a scorgere l’invisibile, appartiene alla capacità di restituire un’immagine avulsa dall’ordinario che, nascosta nel reale, diventa proiezione di un nuovo orizzonte visivo ed emotivo. E’ quanto restituito da LUCIANO VENTRONE che a partire dall’uso della fotografia realizza dipinti proiettati verso il superamento della resa oggettiva della realtà. Attraverso la fotografia, punto di partenza per cogliere l’oltre, e guardare all’astrazione del soggetto, in particolare le nature morte slegate dal loro essere materia, Ventrone ne restituisce in pittura una perfetta combinazione di punti di luci e colore che superano la stessa rappresentazione reale. Nato a Roma nel 1942 Luciano Ventrone, tra gli artisti contemporanei più stimati e apprezzati a livello internazionale, da voce ad un universo fatto di percezioni legate a quel microcosmo che risiede negli aspetti del reale e nelle nature morte con cui far vibrare emozioni di felicità e nostalgia tra illusione e verità che accompagnano l’uomo nella ricerca di risposte al suo destino dove il passato ritorna come presenza costante e silenziosa. Il suo sguardo soffermandosi sui vari aspetti della realtà e delle nature morte, cattura particolari sempre più dettagliati e quasi invisibili a quanti distratti perché calati entro una realtà dove le immagini si susseguono senza fine allontanando dal vero senso delle cose. Ed è questo senso autentico delle cose, il loro lato nascosto – tra luoghi vicini e lontani e nature morte- dove emergono luce e colore, a caratterizzare la mostra LUCIANO VENTRONE M A T R I X Oltre la realtà / Beyond reality aperta ad Amelia (Terni) negli spazi del Museo Civico Archeologico e Pinacoteca “Edilberto Rosa” (Piazza A. Vera, 10) dal 19 novembre 2017. L’esposizione, curata da Cesare Biasini Selvaggi, promossa dalla Città di Amelia, dall’Assessorato alla Cultura e organizzata dall’Associazione Archivi Ventrone in collaborazione con Sistema Museo, presenta 30 dipinti dell’artista a creare un inedito confronto con la celebre collezione archeologica del Museo. Collezione che presenta tra gli altri accanto a alla celebre statua bronzea del generale romano Nerone Claudio Druso, detto Germanico, rinvenuta nel 1963, l’ara “di Dioniso”, un bellissimo esemplare in marmo risalente al I secolo d.C., sulla cui fronte è scolpita la leggendaria nascita del dio. Il passato e la storia si intrecciano con il presente in un percorso avvolgente che chiarisce anche come Ventrone, a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso, si sia ispirato per la realizzazione di alcune delle sue più famose nature morte ad alcuni dei reperti conservati all’interno del Museo, in particolare ai pregevoli capitelli dell’antica Ameria (il nome di Amelia in epoca romana). Tra antico e moderno si crea una sorta di legame, di rimandi e richiami invisibili come sottolinea Cesare Biasini Selvaggi che afferma l’importanza nel creare un dialogo tra i monumenti della storia romana di Amelia e le opere di un’artista contemporaneo, quale Ventrone, che con il linguaggio dell’oggi ha reinterpretato l’essenza degli stessi monumenti della classicità, evocando visioni e stimolando riflessioni nuove. Si è di fronte ad un’interazione visiva ed emotiva tra antico e moderno che trasforma il patrimonio culturale in un contesto vitale. Il percorso inizia al piano terra del Museo, nelle sale dedicate alle mostre temporanee, con 7 dipinti recenti dell’artista, oltre a 2 opere degli inizi anni Novanta, nelle quali campeggia in primo piano, la raffigurazione di alcuni reperti archeologici dell’antica Ameria. Ai piani superiori sono esposti altri 20 dipinti eseguiti negli ultimi anni che si confrontano con l’archeologia, come la collezione di iscrizioni e basi funerarie, testimonianza di illustri famiglie amerine tra cui la Gens Roscia citata da Cicerone. Così accanto a “Moon Light”, “Le Mimose”, “L’ara felice” e “Bacco”, sono “Amalfi”, “Le sorelle”; e ancora “Linea di pensiero”, “Note di colore” e “Universi”, queste ultime in particolare aprono ad un viaggio tra sogno e realtà dove i sentimenti dialogano con lo scorrere del tempo. L’arte di Ventrone entra nella storia e la circonda di attualità a creare nuove sinergie visive ed emotive. La fotografia, come accennato all’inizio, è per Ventrone un punto di partenza, prima analogica poi digitale; punto di partenza per astrarre il soggetto dal suo contesto e dal suo essere materia per divenire un reticolo pulviscolare dalle fattezze di punti di luce e colore che l’artista restituisce successivamente con la sua pittura entro un’astrazione concettuale. I soggetti rappresentati dall’artista, come le sue proverbiali nature morte, non vanno mai visti pertanto come tali, ma astrattamente, nella traduzione pittorica della loro struttura atomico-molecolare. Pertanto è necessaria una prima visione ravvicinata degli stessi lavori, quasi da microscopio, per poi allontanarsi e prendendone le distanze. Il catalogo della mostra edito da Carlo Cambi Editore, oltre alla riproduzione delle opere a colori, contiene un testo a firma del curatore ed una testimonianza di Vittorio Sgarbi che dagli anni Novanta segue il lavoro dell’artista e ne ha curato alcune mostre. All’interno sono presenti anche alcuni scritti in merito all’opera del Maestro a cura di Achille Bonito Oliva, Paolo Dell’Elce, Edward Lucie-Smith, Roberto Tassi, Duccio Trombadori, Sergio Zavoli, Federico Zeri. Nell’opera di Luciano Ventrone si assiste ad un dialogo tra passato e presente, spesso imprevedibile e sorprendente, a testimoniare come la sua arte confermi la sua natura di meccanismo artificiale che infittisce, come in una camera oscura, il mistero della storia informandola di attualità. Silvana Lazzarino Luciano Ventrone – Matrix . Oltre la realtà / Beyond reality Museo Civico Archeologico e Pinacoteca “Edilberto Rosa” Piazza A. Vera 10, Amelia (Terni) Curatore: Cesare Biasini Selvaggi Catalogo: Carlo Cambi Editore Orari: venerdì, sabato, domenica e festivi (chiuso a Natale) 10.00-13.30 e 15.00-18.00. Prefestivi, 15.00-18.00 Dal 19 novembre 2017 al 25 febbraio 2018 Inaugurazione 19 novembre ore 12.00 Per informazioni: tel 348.9726993 – email: info@associazionearchiviventrone.com Per prenotazioni: Call center Sistema Museo 199.151.123; Museo 0744.978120– email amelia@sistemamuseo.it