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Roma (Lazio) - 13 Aprile 2018

Alessio Di Franco: arte e artisti, passato e presente

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di po_elenagollini

In quest'intervista, abbiamo chiesto al noto fotografo Alessio Di Franco di darci la sua opinione riguardo l'attuale circuito artistico e culturale, sia a livello gestionale che organizzativo, e relativamente ai rapporti e alle relazioni tra gli artisti, facendo un confronto tra passato e presente. Alessio Di Franco afferma: “Riprendendo il discorso dall’articolo scritto in precedenza sotto forma di riflessione del mondo dell’arte al giorno d’oggi, un aspetto che secondo me manca è la comunicazione e l’unione tra artisti. Facendo un confronto col passato, oggi ci sono meno punti di incontro fisici, punti d’incontro che a loro volta erano luoghi comuni, come ad esempio i bar, dove gli artisti si incontravano liberamente, mescolandosi alla società e dove ogni giorno poteva esserci una nuova scoperta. Questo contatto portava alla creazione di nuovi gruppi, di nuove filosofie di pensiero, si creavano i movimenti che comprendevano a loro volta più arti differenti e quindi si aveva un maggiore impatto sulla società. Si passava dalla pittura, alla scultura, alla danza, al teatro, alla musica, alla letteratura, alla fotografia, tutti avevano la stessa filosofia e lo stesso messaggio da comunicare con arti appunto differenti. Oggi sicuramente l’arte è molto eterogenea, il che secondo me è positivo, però allo stesso tempo dal mio punto di vista sta aumentando l’individualismo. Oggi diciamo che i gruppi si formano maggiormente sul web. C’è chi sostiene che il web aiuti molto a legare la società, anche dal punto di vista artistico. Io sostengo che sul web non si possano creare le stesse situazioni che si creano invece in un contatto diretto tra persone, nel web si è alla fine sempre chiusi in se stessi. Poi oggi c’è da considerare che la società funziona in questo modo, ora mai se non c’è di messo un elemento elettronico tra due persone i rapporti non posso funzionare, anzi moltissimi nascono appunto attraverso questi mezzi. Diciamo che secondo me oggi si creano dei gruppi di artisti, però sostanzialmente alla fine sono gruppi individualisti, è un controsenso, ma per me è così. Sarà che a me manca il rapporto tra persone, ovviamente il mio pensiero nasce soprattutto da questo, sento sempre il bisogno di confrontarmi realmente con qualcuno, di creare quella situazione di circolo delle idee dove poi nascono anche dibattiti a volte e si parla per ore fino a trovare una soluzione. Oggi è sempre molto più difficile che questo accada, non solo in contesto artistico ma anche nella società di tutti i giorni. Quindi, alla domanda cosa vorrei cambiare o migliorare, penso che parlare di miglioramento sia da parte mia scorretto, non posso dire cosa sia giusto o sbagliato, penso che in questo campo nessuno sia in grado di dirlo, però posso parlare di ciò che vedo e ciò che sento che mi manca, quindi appunto il rapporto tra le persone che è stato rimpiazzato da un oggetto. Aggiungo e concludo, è vero anche che l’arte è lo specchio della società”.